Metodi di pagamento online: le alternative a PayPal

Metodi di pagamento online: le alternative a PayPal

Molti sanno che Paypal è nato nel 1998 come servizio per effettuare pagamenti online in modo sicuro. Controllato da eBay nel 2002, sbarcato in Europa nel 2007 ed oggi in via di quotazione in borsa in seguito allo scorporo da eBay. Di fatto oggi Paypal è un gigante, quando si parla di pagamenti online automaticamente si pensa a questo servizio, va detto che è certamente più diffuso tra gli aficionados di eBay, ma è realmente il metodo migliore e più sicuro per pagare online? Abbiamo selezionato cinque alternative a PayPal alle quali potrebbe essere interessante passare. Ma prima facciamo qualche considerazione.

Qual è la forza di PayPal?
Perché usiamo PayPal? Potrebbe essere perché ci siamo registrati per pagare un venditore su eBay o perché alcuni negozi online accettano soltanto pagamenti con questo servizio, senza pensare poi che da qualche tempo è possibile utilizzare le carte PayPal per pagare anche offline, vale a dire al di fuori della realtà virtuale. Il fatto è che PayPal è una presenza immensa sulla quale la gente non solo ha imparato a contare, ma, come in ogni settore, stanno nascendo alternative più economiche, più flessibili, più affidabili, con un servizio clienti migilore o semplicemente in grado di offrire un miglior modo per fare quello che fa PayPal.

Perché si dovrebbe passare da PayPal ad un altro servizio?
Ci sono buone possibilità che PayPal sia il servizio perfetto per chi lo ha scelto, molto probabilmente perché è abituato al loro modo di operare. Vediamo quali sono i suoi reali aspetti negativi cui potremmo non aver mai pensato. Gli account Paypal vengono regolarmente bloccati perché sono stati hackerati, ma molto spesso la velocità dell’Hacker è molto più alta della sicurezza di PayPal. In alcuni casi i costi per le operazioni sono proibitivi, soprattutto per somme molto elevate. Potrebbe esserci la (remota) possibilità che non sia supportato per qualche particolare servizio online. Per somme molto elevate, vista la frequenza degli attacchi, è opportuno contare su un servizio meglio organizzato. Inoltre Paypal non è come la nostra fidanzata, possiamo avere relazioni con più servizi di pagamento online contemporaneamente e, nel caso, cambiare e tornare a piacimento! Dal 1998 ad oggi le cose sono molto cambiate, grandi e nuovi nomi sono entrati nel settore dei pagamenti online, a seguire presentiamo cinque ottime alternative per sostituire PayPal.

Google Wallet
Disponibile per iPhone e dispositivi Android, Google Wallet deve ancora approdare in tutto il mondo, ma è già tra le più valide alternative a PayPal per gli utenti americani. E’ gratuito per inviare e ricevere denaro dal tuo conto bancario collegato o dal conto Google Wallet stesso, pone un limite di 500 dollari per 30 giorni, mentre le transazioni per le carte di credito hanno un costo del 2.9%. Google ha iniziato a offrire ai suoi utenti carte di debito gratuite in modo che essi possano usare offline.

Nochex
Proveniente dall’Inghilterra, Nochex è un servizio relativamente piccolo se paragonato a quelli menzionati nell’articolo, ma c’è la possibilità di averlo già intravisto tra le opzioni di pagamento in più di 50 negozi e applicazioni online. Nochex è accettato e menzionato anche come metodo di pagamento su eBay, la sua piena integrazione nei sistemi è solo questione di tempo.

Amazon Payments
Una versione di PayPal dove non si paga il servizio? E’ Amazon Payments ed è online già dal 2008. Chi ha utilizzato Amazon sarà sicuramente già registrato in questo servizio, infatti le credenziali di Amazon integrano l’accesso ad Amazon Payments che è già abilitato ai pagamenti su migliaia di siti e applicazioni con il sistema di accesso e pagamento, senza dover mettere mano alla carta di credito. Con il ben noto sistema di protezione di Amazon applicato alle transazioni questo servizio è una delle alternative più competitive in fatto di sicurezza rispetto a PayPal, c’è da sorprendersi che ancora non si sia diffuso più di PayPal.

Dwolla
Numerosi, nuovi e inattesi servizi sono spuntati fuori negli anni come concorrenti di PayPal, nomi come Amazon, Google, Apple hanno avuto tutta l’attenzione, mentre startup come Dwolla sono state in grado di lavorare in maniera relativamente anonima, avendo la possibilità di perfezionare il proprio modello di business. Dwolla in effetti offre qualcosa di differente puntando esplicitamente sull’assenza di carte di credito e carte di debito. Non è possibile nemmeno collegare una carta di credito all’account, il servizio richiede di collegarsi direttamente al conto corrente bancario. Per tutti i venditori online non ci sono costi per la vendita online e permette di inviare e ricevere fino a 10 dollari (per volta) in modo del tutto gratuito, somme sopra questo limite hanno un costo limitato pari a 0.25 dollari. Dwolla offre supporto telefonico ai nuovi iscritti.

Apple Pay
Esattamente come il suo concorrente diretto Apple Pay è ancora limitato ai confini degli Stati Uniti e legato ai dispositivi iOS (vale a dire tutti i prodotti Apple). In particolar modo l’iPhone 6 e l’iPhone 6 Plus sono gli unici dispositivi che possono essere utilizzati per i pagamenti nei negozi. Mentre l’iPad Air 2 l’iPad mini 3 sono abilitati al circuito Apple Pay nelle applicazioni. In aggiunta ad un account iCloud sarà necessario essere in possesso di una carta di credito supportata appartenente ad una banca che ha adottato questo metodo di pagamento. Come descritto in un nostro precedente articolo su Facebook Apple Pay è basato sulla tecnologia NFC.

 

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